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Storia dei GAS




Risalgono agli anni ottanta i primi boicottaggi dei prodotti alimentari e artigianali fabbricati dai colossi multinazionali: Del Monte per l'ananas e le banane, Nestlé per il latte in polvere e la cioccolata, Nike per i palloni da calcio. E in generale in questo periodo nasce l'idea di un consumo critico, capace sia di fare leva sul comportamento delle grandi industrie, ma anche di consentire un agire politico a partire dai gesti quotidiani.

I gruppi d’acquisto solidali veri e propri nascono però in Italia nel 1994, con la formazione del primo gruppo a Fidenza, seguito a breve da  quello di Reggio Emilia: nell’arco di poco tempo, i gruppi si creano in  quasi tutte le province italiane, grazie a esperienze di successo e a un crescente interesse da parte della gente, ormai semprepiù sensibile all'invadenza della grande distribuzione.

I "Gruppi di Acquisto Solidale"nascono in risposta e in contrapposizione alla logica mercantile della grande distribuzione cercando, anche per chi vive in città, di restituire un volto, una storia, una relazione tra chi produce il cibo quotidiano e chi lo compra.

Nello stesso periodo si diffonde in Italia l'operazione "Bilanci di Giustizia", lanciata a fine '93, che chiede alle famiglie di verificare sul bilancio famigliare l'incidenza delle loro modifiche allo stile di vita.Dove possibile, le famiglie si ritrovano in gruppo nel quale affrontano temi di interesse comune e si organizzano per praticare comportamenti equi nella loro zona. Spesso i gruppi dei Bilanci di Giustizia praticano gli acquisti collettivi tra le loro attività.

Nel 1996 viene pubblicata dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo la "Guida al Consumo Critico", con informazioni sul comportamento delle imprese più grandi per guidare la scelta del consumatore; l'ampio elenco di informazioni documentate sulle multinazionali accelera il senso di disagio verso il sistema economico e la ricerca di alternative.

Nel 1997 nasce la rete nazionale dei gruppi d'acquisto (http://www.retegas.org/), allo scopo di collegare tra loro i diversi gruppi, scambiare informazioni sui prodotti e sui produttori, e diffondere l'idea dei gruppi d'acquisto.

Da qui in poi i gruppi crescono a poco a poco in ogni città. Alla Fiera "Fa la cosa giusta" tenutasi a Milano nell'edizione del 2008, l'affluenza al banchetto dei gas è stata molto elevata, e in quella occasione i gas milanesi hanno avuto una ulteriore spinta superando la trentina nella sola città.

Il Parlamento italiano, nella formulazione della Legge Finanziaria per il 2008, ha riconosciuto i Gruppi di acquisto solidali (GAS) come «soggetti associativi senza scopo di lucro costituiti al fine di svolgere attività di acquisto collettivo di beni e distribuzione dei medesimi con finalità etiche, di solidarietà sociale e di sostenibilità ambientale».

Oggi i gas censiti in Lombardia sono più di 120,  altri ancora sono attivi ma non ancora segnalati. Moltissime sono le iniziative promosse nella nostra regione dai gruppi d'acquisto solidale, che sono diventati veri promotori di innovazione nell'economia, difendono i rapporti con i produttori e con il proprio territorio, diffondono la cultura del giusto prezzo e approfondiscono la conoscenza delle dinamiche economiche per cercare di cambiare le regole.