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Il gas è formato da persone che hanno deciso di utilizzare un modo diverso di fare la spesa. La convenienza del supermercato, o la comodità del negozio sotto casa, sono criteri interessanti. Ma molti consumatori hanno capito che i loro acquisti possono avere un significato che va al di là del concetto di merce: possono infatti avere una profonda influenza su tutta la società.I prezzi dei cibi aumentano sempre di più, facciamo sempre più fatica a trovare alimenti non adulterati, a conoscere il percorso che fanno le merci che comperiamo. In una parola: tutto quello che acquistiamo sfugge al nostro controllo. E abbiamo la sensazione di essere delle marionette nelle mani di qualcun altro. Qualcuno che desidera da noi solo i nostri soldi. Non ci offre dunque un servizio, soddisfacendo un nostro bisogno, ma anzi crea bisogni che nessuno di noi sentiva prima, per esempio creando reti commerciali complesse che allontanano il produttore dal consumatore.

Noi abbiamo un'arma. Il decreto legislativo 228 del 2001 stabilisce infatti che gli imprenditori agricoli singoli o associati, possano vendere direttamente al dettaglio. Saltando tutta la costosa intermediazione dei vari livelli di distribuzione e trasporto a cui è sottoposto tutto ciò che comperiamo. In pratica, in questo modo, si vengono ad abbattere i costi per ciò che non acquistiamo, ma ci troviamo lo stesso a dover pagare.

I Gas sono anche qualcosa di più. Non sono infatti solo dei gruppi di persone che si limitano a fare la spesa insieme per risparmiare qualche soldo. In questi anni ci siamo accorti che il fare la spesa può essere un'azione forte, decisiva, che modifica e incide in alcune scelte e, soprattutto, può influenzare il mercato.

Il gruppo di acquisto dunque, diventa solidale perché decide di non fare una spesa basata solo su costi e bontà, ma su altri criteri. Il primo è la solidarietà con i produttori: abbattendo le catene di distribuzione, e stabilendo un contatto diretto tra produttore e consumatore,  si consente a chi acquista di risparmiare, ma soprattutto si permette all'agricoltore di guadagnare di più.

Si può scegliere poi di rivolgersi a persone che producono con criteri differenti da quelli che soddisfano la grande distribuzione. Piccoli proprietari, agricoltori biologici, agricoltori che coltivano vecchie varietà. Questi prodotti di solito non raggiungono i negozi. Le grandi distribuzioni hanno bisogno di grandi numeri. E per soddisfare un numero più ampio possibile di persone, hanno bisogno di offrire qualcosa che incontri il gusto della media delle persone. E per questo motivo è meglio qualcosa di mediocre, piuttosto che qualcosa di particolare.

La solidarietà è anche all'interno del gruppo solidale stesso
. Nello schema classico della distribuzione c'è un commerciante che gestisce un ordine, un negozio, un magazzino, e fa una serie di offerte che devono soddisfare criteri economici di profitto. Dall'altra parte c'è un cliente che segue criteri economici contrapposti, ma che delega al commerciante le scelte di approvvigionamento. In un gruppo di acquisto invece non ci sono commercianti e clienti. Tutti i membri del gruppo, a rotazione, si occupano di tutto quello che può servire a gestire gli acquisti: i conti della spesa, la valutazione della correttezza dei prezzi, l'organizzazione della spedizione delle merci, la distribuzione all'interno del gruppo, e anche le eventuali critiche nel caso qualcosa non raggiunga la qualità desiderata.